Alla fine del Settecento, il Primicerio Don Francesco Filippo Indellicati di Gioia del Colle, nell’ambito dei vecchi vigneti coltivati nell’area, rinvenne la presenza di viti la cui uva maturava precocemente. Ciò lo portò ad introdurre per tale uva la denominazione originale di Primativo o Primaticcio ed impiantare in località Liponti (Gioia del Colle) il primo vigneto di ‘Primitivo’ di cui si ha storica notizia.

Nel comprensorio di Manduria il vitigno approdò verso la fine del XIX secolo grazie ad alcune barbatelle portate dalla contessa Sabini di Altamura, andata in sposa a Tommaso Schiavoni Tafuri che ne avviò la coltivazione nelle sue terre sulle dune di Campomarino. Inizialmente chiamato “Vino di Sava” o “Primitivo di Sava”, in breve assunse il nome della stazione di Manduria da cui lo stesso si muoveva.

La visita, nel 1967, in Puglia di un professore californiano è stato poi il momento di incontro fra Primitivo e Zinfandel, famoso vino americano. Studi ampelografici e analisi del DNA hanno confermato che i due vitigni erano tanto simili da essere fratelli gemelli. Non essendo note altre aree di coltivazione del vitigno era spontaneo pensare che in qualche modo esso fosse giunto in America proprio dalla Puglia.Ricerche condotte intorno agli anni ’80 hanno permesso di verificare una somiglianza (per taluni addirittura sinonimia) tra lo Zinfandei-Primitivo e un vitigno d’origine croata ampiamente coltivato nella regione Balcanica, il Plavac mali.

alberello

Tale ipotesi è stata confermata dalle indagini sul DNA che hanno dimostrato che il Plavac mali derivava dall’incrocio spontaneo tra Zinfandel-Primitivo e Dobricic, un vitigno tradizionale della costa dalmata oggi assai raro. Ciò parrebbe indicare una provenienza croata dello Zinfandel, ulteriormente rafforzata dal fatto che esso è geneticamente simile (con elevata proporzione d’alleli condivisi) alle vecchie cultivar della Dalmazia. Proprio nel gruppo di questi vitigni ormai quasi scomparsi è stato identificato il CriJenak, sinonimo dello Zinfandel-Primitivo, presente alquanto sporadicamente nei vigneti attorno aila città di Kastela presso Spalato ed è probabile che attraverso la collezione austro-ungarica di Vienna lo Zinfandel iniziò la sua avventura americana.

 

Il Primitivo, tra le prime dieci varietà italiane per superficie vitata, rappresenta uno dei vitigni tipici del territorio pugliese dove è presente in maniera rilevante.

La forma tradizionale di allevamento è l’alberello di derivazione greca e tipico della cultura mediterranea; in particolare predilige l’alberello pugliese a 4-5 speroni.

Tale sistema di allevamento protegge la vite dall’insolazione, favorisce la maturazione dell’uva utilizzando il calore della terra, riduce naturalmente la resa.

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