Primitivo barricato…..una storia!!

primitivo barricatoStoria del primitivo barricato: l’uso del legno per la produzione, la conservazione ed il trasporto dei vini è certamente una pratica molto antica…

Vari testi storici citano che già all’epoca dei Babilonesi e dei Greci i fusti in legno erano conosciuti. Abbandonati dai Romani, a favore delle anfore di terracotta, furono ripresi dalle popolazioni Galliche che occupavano l’attuale Borgogna. Dal 1800 questi contenitori furono utilizzati per il trasporto dei vini di Bordeaux e di Borgogna verso i paesi Anglosassoni, ma con il tempo se ne scoprirono le virtù anche in fase di maturazione ed invecchiamento dei vini.

Gli effetti sui vini contenuti sono molteplici: il legno favorisce infatti una lenta e graduale micro-ossigenazione e provoca una parziale cessione dei suoi componenti influenzandone le caratteristiche organolettiche.
Tra il contenitore ed il vino si instaurano numerose interazioni che ne modificano le caratteristiche.
La quantità delle modifiche è influenzata dal rapporto tra la dimensione del contenitore e la quantità del liquido contenuto. Infatti più la capacità è bassa maggiore sarà il contatto del vino con le pareti della botte, quindi le trasformazioni sono più marcate.

Le botti tradizionali, di varie decine di ettolitri, da sempre strumenti esclusivi per la maturazione, negli ultimi decenni hanno lasciato lo spazio alle più moderne barriques da 225 o 228 litri.
I legni destinati alla loro produzione provengono, in generale, dalle foreste francesi del Massiccio Centrale (Nevers e Allier), e da quelle di Troncais, Limousin e dei Vosgi alsaziani. La necessità di reperire nuovi approvvigionamenti ha allargato la loro provenienza anche alle foreste degli Stati Uniti, Ungheria, …
Il rovere francese gode di una rinomanza più che consolidata ed è divenuto il legno di riferimento. Questo conferisce al vino aromi sottili dalle note di vaniglia, chiodo di garofano o legno di rovere fresco dati dalla presenza di eugenolo e di vaniglina.
Il rovere ungherese è un legno che dà risultati molto simili a quelli del rovere francese alla degustazione. E’ un legno discreto che rispetta il frutto e dà freschezza e vivacità ai vini; si adattano perfettamente alla vinificazione dei bianchi.
Le classiche barriques di rovere americano evidenziano l’aromaticità dei vini (ricchi di whiskylattoni). Quelle di nuova generazione vengono sottoposte ad un tipo di tostatura forte che serve a distruggere l’eccedenza di whiskylattoni diminuendone l’intensità aromatica, evidenziando, invece, gli aromi di toffee, grigliato e tostato. Non esiste un rovere d’origine avente un qualità migliore delle altre, ma bensì legni di caratteristiche diverse e da scegliere in funzione dell’obbiettivo enologico da realizzare.

Primitivo barricato nella tradizione delle Tenute Buccoliero

Allegresse è il primitivo barricato di Tenute Buccoliero: il vino  prima di arrivare sulla nostra tavola  segue il percorso di affinamento di un anno in barrique di rovere francese…  [leggi tutto]

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